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LA
TRANSIZIONE NELLA NUOVA ERA
di Paolo Antonelli
La Nuova Era, che si suppone sia ufficialmente cominciata con il solstizio
del 21 dicembre 2012, secondo diversi studiosi, esprime un ciclo cosmico
noto fin dall'antichità che ha come caratteristica principale
l'espansione della consapevolezza della razza umana e del pianeta
terra.
A livello individuale, maggiore consapevolezza significa
una percezione più completa delle persone e delle situazioni
che incontriamo. Significa anche una
maggiore comprensione delle conseguenze delle nostre azioni e quindi
un maggior senso di responsabilità. Esiste un riscontro per
tutto ciò?
Nei paesi democratici i recenti risultati elettorali indicano un chiaro
desiderio di cambiamento. Molti elettori si sono finalmente resi conto
di aver in passato delegato le proprie responsabilità ad individui
bugiardi e senza scrupoli, incapaci di provare alcun rimorso di coscienza
per l'aver sperperato le risorse e peggiorato la vita dei cittadini
del paese da loro amministrato. Basti osservare l'eredità lasciata
ai giovani italiani, greci o spagnoli.
La transizione non si preannuncia di quelle facili. Le news sono pesanti
da digerire: corruzione a tutti i livelli, violenza sulle donne e
sui bambini, distruzione dell'ambiente, avidità senza fondo
nel mondo finanziario. Si tratta di crimini che talvolta in passato
potevano contare sua una connivenza impenetrabile ma che oggi emergono
grazie al coraggio di sempre più persone che decidono di non
tacere più.
E'
la luce del cambiamento, che irradia anche gli angoli più oscuri
e che fa risplendere la Verità, una Verità che può
risultare difficile da accettare
quando va a urtare le nostre convinzioni prestabilite.
Un'altra
caratteristica della Nuova Era è quella di favorire la manifestazione
dell'obiettivo sul quale focalizziamo i nostri pensieri.
Sognare i cambiamenti per un mondo migliore contribuisce in modo potente
alla manifestazione di tali cambiamenti, soprattutto se si è
in tanti. E'
un potere insito nell'essere umano di cui siamo ancora poco consapevoli.
Chi governa le masse la conosce e lo teme e fa di tutto per tenerci
impegnati a pensare "ad altro", oltre che manipolare i mezzi
di informazione per favorire un clima di paura e di pessimismo.
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Nella cultura cinese, anche a livello
popolare, ho notato più consapevolezza
sul potere del pensiero: "Se pensi a guai o a malattie non fai altro
che attirarteli. Pensa a cose positive!".
Anche il governo non ignora la questione, controllando innanzitutto
la libera associazione di persone. Un gruppo di amici o di sportivi
che raggiunge il numero di quaranta partecipanti ha l'obbligo di denuncia
alla polizia. L'informazione radio e TV, il cinema, la letteratura
e i testi scolastici sono censurati. Youtube e i social network occidentali
non sono accessibili. Le scuole tradizionali di qi-gong, in cui la
disciplina di corpo e mente può amplificare tali poteri creativi,
sono scoraggiate e in alcuni casi sono state apertamente perseguitate
a partire dall'anno 2000.
Tuttavia, nella storia cinese, seppur in assenza di democrazia, si
registrano più di venti avvicendamenti dinastici che in molti
casi furono generati da ribellioni interne. Se consideriamo che oggi
la fiducia nei confronti delle istituzioni statali è in costante
discesa, possiamo capire meglio l'ossessione dei vertici del partito
che recita: "Se non combattiamo la corruzione ci auto distruggiamo".
La gente comune osserva l'arricchimento palese dei funzionari pubblici,
a qualsiasi livello, e per contro deve affrontare un costo della vita
sempre più alto e maggiore competizione nel mondo del lavoro.
La forbice tra ricchi e poveri si allarga e la rabbia cresce.
Il nuovo segretario
generale del partito comunista cinese,
Xi Jingping, si è presentato come uomo del popolo e ha esordito
ordinando agli alti ranghi del partito di adottare uno stile più
frugale per tentare di ridimensionare lo stereotipo di onnipotenza
degli alti ranghi del partito:
1.
Meno interferenze (blocchi) sul traffico durante il transito dei leader
per non creare inutili disagi ai cittadini. Le ispezioni per pura
formalità devono essere proibite;
2. Ai membri del politburo viene vietato di partecipare ad ogni tipo
di inaugurazione o evento senza autorizzazione da parte del comitato
centrale;
3. Meno visite all'estero. Esse devono essere organizzate solo in
caso di reale necessita' con meno accompagnatori e senza il benvenuto
dei cinesi e degli studenti cinesi residenti nel paese di arrivo;
4. I dirigenti del partito devono divenire consapevoli delle necessità
reali del paese attraverso ispezioni dirette e non superficiali tra
la gente comune;
5. Essi devono prestare più attenzione alle testimonianze della
gente e dei funzionari locali, risolvendo problemi concreti;
6. L'organizzazione degli eventi ufficiali deve essere controllata
per garantire la massima efficienza (e minor sprechi);
7. La durata degli incontri non dove eccedere il tempo necessario
e la stesura dei documenti ufficiali deve essere esplicita e sintetica;
8. I mezzi di informazione dovranno enfatizzare di meno o ignorare
del tutto la partecipazione dei membri del comitato centrale ad incontri
ed attività di lavoro;
Parole
o fatti? Staremo a vedere.
Qualche giorno fa mi trovavo a casa di un amico residente a Pechino.
Dopo pranzo due persone hanno bussato alla porta. Conoscevano il nome
del proprietario dell'appartamento, un funzionario del governo locale,
e facevano domande sul suo patrimonio immobiliare.
Che
si trattasse di un concorrente del "nonno Zhao", il funzionario dell'ufficio
di pubblica sicurezza della città di Lufeng divenuto famoso
per avere collezionato 192 appartamenti acquistati con un falso documento
di identità?
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